Home › Guide › Riordino scorte automatico
PER CHI PRODUCEL'AI guarda i consumi veri, non il punto di riordino scritto tre anni fa.
La gestione scorte nelle PMI oscilla tra due paure: restare senza (e fermare la produzione o perdere vendite) e comprare troppo (e immobilizzare capitale a scaffale). Per difendersi si fissano scorte minime «a esperienza», che invecchiano subito: i consumi cambiano, i tempi di consegna dei fornitori pure, e il punto di riordino scritto tre anni fa non lo sa.
Il risultato sono ordini urgenti pagati cari, solleciti, e quel giro periodico a contare cosa manca che ruba mezza giornata a qualcuno.
Il sistema osserva i movimenti reali di magazzino e impara i ritmi di ogni articolo: stagionalità, accelerazioni, articoli legati tra loro. Incrocia i consumi previsti con i tempi di consegna effettivi di ciascun fornitore (non quelli promessi) e calcola quando ordinare e quanto.
Quando un articolo si avvicina alla soglia, l'ordine d'acquisto è già pronto: fornitore, quantità, prezzo da listino. Una persona lo rivede e approva con un click — o lo modifica, e il sistema impara anche da quello. Niente parte mai da solo senza approvazione, a meno che tu non lo decida per gli articoli a basso rischio.
Servono i movimenti di magazzino in digitale (carico/scarico a gestionale) e i listini fornitori. Implementazione tipica: 5-8 settimane, partendo dagli articoli più critici.
Cosa misurano i clienti: rotture di stock quasi azzerate, capitale immobilizzato ridotto del 10-20% perché si compra quando serve, e fine degli ordini urgenti pagati sovrapprezzo.
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